
Fino a pochi anni fa, davanti all'Hôtel de Ville di Parigi c'era soprattutto pietra: un grande piazzale di quasi novemila metri quadrati, esposto al sole e utilizzato per cerimonie, concerti e manifestazioni. Dal 21 giugno 2025, giorno dell'inaugurazione, ai lati della piazza si trovano quattro boschetti con alberi già adulti, arbusti, felci, sentieri e panchine. Il centro è rimasto libero per continuare a ospitare gli eventi pubblici.
La trasformazione interessa oltre 2.500 metri quadrati, più di un quarto del piazzale, e ha creato zone d'ombra in uno dei luoghi più frequentati del centro di Parigi. Il caso mostra come si possa piantare in uno spazio storico dove, sotto la pavimentazione, si trovano un parcheggio, reti e altre strutture.
La piazza conserva i suoi usi
Il Comune voleva rendere il piazzale più fresco e accogliente senza perdere lo spazio necessario per i grandi eventi e senza nascondere la facciata del municipio. Gli alberi sono stati quindi disposti lungo i lati, vicino ai percorsi che collegano rue de Rivoli alla Senna. La parte centrale conserva la pavimentazione minerale e la funzione di grande spazio civico.
Il progetto ha coinvolto anche le fontane esistenti. Le vasche non contengono più acqua: al loro interno crescono piccoli alberi e piante da sottobosco, mentre i bordi in pietra continuano a essere usati come sedute. Nei boschetti, alcuni sentieri permettono di passare sotto le chiome senza calpestare le aiuole.
Dall'alto il disegno appare molto chiaro. Quattro nuclei verdi incorniciano il vuoto centrale. Camminando nella piazza, invece, la vegetazione spezza la continuità della pietra, offre riparo dal sole e lascia intravedere il municipio, la Senna e gli edifici circostanti.

Come è stato preparato il terreno
Le difficoltà maggiori erano sotto la pavimentazione. Il parcheggio sotterraneo e le reti impedivano di scavare liberamente, quindi i tecnici hanno prima individuato le zone in cui le radici avrebbero avuto spazio sufficiente.
Nelle due fasce con meno ostacoli sono state scavate quattro grandi fosse profonde un metro e mezzo. Il terreno è stato poi rialzato di circa cinquanta centimetri rispetto al piano della piazza. In questo modo gli alberi piantati in piena terra dispongono di uno spessore vicino ai due metri e possono estendere le radici in uno spazio abbastanza ampio e continuo.
Sopra la copertura del parcheggio non si poteva raggiungere la stessa profondità. In queste zone è stato steso uno strato di terreno sulla soletta, modellandolo in piccoli rilievi sostenuti da bordi metallici. Questa fascia, estesa per circa 850 metri quadrati, ospita alberi di dimensioni più contenute, arbusti e piante tappezzanti.
Per riempire le fosse è stato preparato un substrato con caratteristiche diverse a seconda della profondità. Nel primo metro, il 70% del volume è formato da pietre di quarzite e il restante 30% da terra. La parte minerale sostiene il peso delle grandi zolle, limita i cedimenti e lascia passare aria e acqua. Negli ottanta centimetri successivi le pietre sono più piccole e aumenta la quantità di terreno fertile. In superficie sono stati aggiunti venti centimetri di terra vegetale e compost, adatti alle felci, all'edera e alle altre piante basse.
Per la salute di un albero urbano, ciò che accade sotto terra è importante quanto lo sviluppo della chioma. Le radici hanno bisogno di ossigeno, acqua e terreno non compattato. Se lo spazio è insufficiente, anche un esemplare sano al momento della piantagione può deperire nel giro di pochi anni.
Secondo la ricostruzione pubblicata da Le Monde, il cantiere ha richiesto circa 3.500 metri cubi di substrato, trasportati con oltre 300 viaggi di autocarri. I lavori sono iniziati nell'ottobre 2024 e si sono conclusi nel giugno 2025. In quegli otto mesi sono state sistemate anche la pavimentazione, l'illuminazione e la rete di raccolta delle acque. La Ville de Paris ha indicato un costo complessivo di 6,78 milioni di euro.
Il finanziamento pubblico
Il 27 settembre 2024 il Comune ha chiesto allo Stato un contributo attraverso il Fonds vert, nella linea dedicata alla rinaturalizzazione urbana.
L'assegnazione di 150.001 euro è stata confermata dal prefetto di Parigi il 2 dicembre 2024. Nell'aprile 2025, il Consiglio di Parigi ha autorizzato la convenzione con l'Agence de l'Eau Seine-Normandie, incaricata dell'istruttoria e del versamento del contributo. La somma corrisponde a circa il 2,2% del costo complessivo ed è registrata nel bilancio d'investimento della città per il 2025 e gli esercizi successivi.
Il Fonds vert è un programma dello Stato francese. Nelle fonti ufficiali consultate non risulta un contributo specifico dell'Unione europea al progetto dell'Hôtel de Ville; l'intervento non è quindi attribuito a programmi come FESR o LIFE.
Alberi adulti per avere ombra fin dall'apertura
Al momento della piantagione, molti alberi erano già alti da sei a dieci metri e gli esemplari più vecchi avevano tra venti e trent'anni. Provenivano da vivai tedeschi e olandesi. Sono arrivati in piazza con le loro zolle, che le gru hanno sollevato e posato nelle fosse.
La scelta di alberi adulti ha cambiato l'aspetto della piazza fin dall'inaugurazione. Esemplari molto giovani sarebbero apparsi piccoli davanti alla grande facciata del municipio e avrebbero impiegato anni per produrre un'ombra significativa. Spostare piante già sviluppate richiede però cure attente. Dopo il trapianto, le radici devono espandersi oltre la zolla e adattarsi al nuovo terreno. In questa fase sono essenziali l'irrigazione e i controlli periodici.
Il progetto comprende specie locali e alberi adatti a condizioni più calde e asciutte. Ci sono carpini bianchi, cerri, aceri, spini di Giuda americani e bagolari di Juliana. Tra i principali nomi botanici figurano Carpinus betulus, Quercus cerris, Gleditsia triacanthos e Celtis julianae. I progettisti hanno considerato la resistenza alla siccità e all'ambiente urbano, insieme alla forma degli alberi e alle variazioni stagionali del fogliame.
Sotto le chiome sono state messe a dimora circa 20.000 piante, tra erbacee e grandi arbusti. Questo strato protegge il terreno dal sole e aiuta a conservarne l'umidità. La fitta vegetazione fa apparire i boschetti già formati, anche se l'apparato radicale degli alberi continua a svilupparsi nel nuovo suolo.

Come gli alberi rendono la piazza più fresca
In estate, le chiome intercettano i raggi solari e impediscono alla pavimentazione di scaldarsi troppo. Le foglie rilasciano nell'aria parte dell'acqua assorbita dalle radici. Durante questo processo, chiamato evapotraspirazione, la pianta sottrae calore all'ambiente circostante.
Chi attraversa la piazza percepisce soprattutto l'effetto dell'ombra. Sotto un albero la temperatura dell'aria può variare di poco, ma il corpo riceve meno calore dal sole e dalle superfici arroventate. Per una persona che cammina o si ferma su una panchina, la differenza è immediata.
La stima elaborata durante il progetto indicava un abbassamento della temperatura fino a 4 °C all'interno dei boschetti e nelle aree vicine. L'effetto dipende dalla crescita delle chiome e dalla presenza di acqua nel terreno. Durante i periodi di siccità, infatti, una pianta limita l'evapotraspirazione per difendersi e raffresca meno. L'irrigazione è quindi parte integrante del funzionamento di questo tipo di intervento.
La disposizione dei boschetti lascia aperta la parte centrale e favorisce il movimento dell'aria. La scelta ha una ragione precisa: gli alberi fanno ombra, ma una vegetazione molto fitta può rallentare il vento. La suddivisione in quattro nuclei consente all'aria di circolare tra un boschetto e l'altro.
Perché viene chiamata foresta urbana
Nel linguaggio comune, la parola foresta fa pensare a un bosco esteso e cresciuto nel tempo. Quella dell'Hôtel de Ville è invece una sistemazione progettata, realizzata in pochi mesi e curata dai giardinieri comunali. Gli alberi provengono da vivai, il terreno è stato preparato dai tecnici e una parte delle piante cresce sopra la soletta del parcheggio.
Il nome richiama la densità dell'impianto e la presenza di più strati di vegetazione. Alberi alti, esemplari più piccoli, arbusti e piante erbacee crescono insieme in gruppi compatti. I sentieri passano tra le chiome. Questa struttura distingue i boschetti sia da un'aiuola ornamentale sia da una fila di alberi lungo una strada.
La manutenzione richiede una presenza costante. Le squadre comunali controllano la stabilità degli alberi, irrigano, sostituiscono le piante che non attecchiscono e proteggono il terreno dal calpestio. Con il progressivo allargamento delle chiome potrebbe essere necessario diradare alcuni esemplari. I lavori sono finiti e la piazza è aperta, mentre la vegetazione continua a cambiare.
Indicazioni utili per i Comuni
Molte città italiane hanno piazze calde e quasi interamente pavimentate, spesso con parcheggi o reti nel sottosuolo. L'esperienza parigina mostra che il progetto deve partire da una conoscenza precisa di ciò che si trova sotto il piano stradale.
Prima di scegliere le specie e stabilire il numero degli alberi, occorre rilevare le reti, verificare le profondità disponibili e calcolare il volume di terreno che le radici potranno utilizzare. Serve anche un piano per l'irrigazione. Gli alberi adulti e gli impianti fitti consumano molta acqua durante l'attecchimento, soprattutto nelle estati più calde. La manutenzione dei primi anni deve quindi essere compresa nel costo dell'opera.
Queste esigenze possono essere inserite direttamente nei capitolati. Il capitolato dovrebbe indicare quantità e composizione del substrato, dimensioni e qualità delle zolle, garanzie di attecchimento e consumi idrici da registrare. I controlli periodici devono riguardare le condizioni del terreno, le chiome e la stabilità degli alberi. Per valutare il beneficio durante le ondate di calore si possono confrontare la temperatura e il benessere percepito nelle zone al sole e sotto le chiome.
Il numero di alberi è facile da comunicare, ma descrive soltanto il momento della piantagione. Dopo alcuni anni conteranno soprattutto la superficie ombreggiata, il consumo d'acqua, la sopravvivenza delle piante e l'uso effettivo della piazza nelle giornate più calde. Sono informazioni comprensibili per i cittadini e utili agli uffici comunali quando devono progettare nuovi interventi.
Una trasformazione compiuta, una crescita ancora in corso
La foresta urbana dell'Hôtel de Ville ha già cambiato il modo in cui si attraversa e si guarda la piazza. Il grande spazio civico davanti al municipio conserva la sua funzione, mentre lungo i margini si può camminare e sostare sotto gli alberi. La facciata resta visibile, gli eventi hanno ancora il loro spazio e una parte della pietra ha lasciato posto al terreno e alla vegetazione.
La crescita delle piante proseguirà negli anni. Gli alberi estenderanno le radici nel nuovo suolo e le chiome occuperanno più spazio. Il buon esito dell'intervento dipende dalla continuità dell'irrigazione, dalla cura del sottobosco e dai controlli periodici. Per chi amministra una piazza con condizioni simili, il caso parigino mostra quanto lo spazio riservato alle radici e la manutenzione incidano sulla salute e sullo sviluppo degli alberi.
Fonti
- Ville de Paris, Découvrez la forêt urbaine de l'Hôtel de Ville, aggiornamento del 6 marzo 2026.
- Ville de Paris, Dossier de presse: La Ville de Paris inaugure la troisième forêt urbaine de la capitale, giugno 2025.
- Ville de Paris, Pannello informativo del cantiere, ottobre 2024.
- Apur, Les îlots de chaleur urbains à Paris, cahier n. 1.
- Apur, Les îlots de chaleur urbains à Paris, cahier n. 2, giugno 2014.
- ADEME, Rafraîchir la ville: comment lutter contre le phénomène de surchauffe urbaine?.
- Emeline Cazi, « C'est très beau le parvis de l'Hôtel-de-Ville, mais c'est du kit végétal », Le Monde, 15 agosto 2025.
Conseil de Paris, deliberazione 2025 DVD 38, seduta dell'8-11 aprile 2025.