
Le informazioni sullo stato degli interventi sono aggiornate al 29 settembre 2026.
In estate, nelle vie commerciali del centro di Siviglia, il cielo quasi scompare. Grandi teli chiari sono tesi tra le facciate e coprono il percorso dei pedoni per interi isolati. Da sotto sembrano una soluzione semplice, persino ovvia. Quei toldos impediscono alla radiazione solare di raggiungere le persone, il selciato e i muri, un aspetto trascurato a lungo in molti progetti urbani.
Le città spagnole stanno affrontando il caldo con interventi diversi, spesso combinati tra loro: ombra, alberi, acqua, ventilazione, suoli permeabili, edifici accessibili e servizi pubblici. Siviglia sperimenta sistemi bioclimatici complessi; Barcellona apre biblioteche e cortili scolastici come rifugi climatici; Granada prepara una rete di percorsi ombreggiati; Madrid usa nebulizzatori nei luoghi più frequentati. Le esigenze cambiano da un luogo all'altro. C'è chi deve attraversare una strada assolata, chi aspetta l'autobus e chi, nelle ore peggiori, ha bisogno di entrare in un ambiente fresco.
Il caldo urbano è ormai un problema di salute pubblica. Il Ministero della Sanità spagnolo stima 27.564 decessi attribuibili alle alte temperature tra il 2015 e il 2025. Sul rischio incidono, oltre alla temperatura dell'aria, la durata dell'esposizione, l'umidità, il vento, il calore emesso dalle superfici e la possibilità concreta di raggiungere un luogo fresco. Adattare una città richiede quindi opere fisiche, assistenza alle persone e spazi pubblici nei quali trovare sollievo.
Teli sopra le strade
Siviglia monta coperture stagionali nelle vie più frequentate del centro storico dal 1992. Il 18 maggio 2026 il Comune ha avviato da calle Sierpes il montaggio previsto in 30 strade e piazze. Il calendario comunale prevedeva di completare l'installazione prima dell'estate e di mantenere i teli fino all'inizio dell'autunno. Il contratto vale circa 1,7 milioni di euro per il periodo 2025-2029. Le tele sono particolarmente adatte alle strade strette, dove non sempre c'è spazio sufficiente per piantare alberi di grandi dimensioni.
Il beneficio più immediato viene dalla minore esposizione alla radiazione solare. Chi cammina sotto un telo sente meno il sole sul corpo e riceve meno calore dal pavimento e dalle pareti. Anche gli edifici assorbono meno energia durante il giorno, mentre la temperatura dell'aria può cambiare poco.
Uno studio condotto in quattro strade del centro di Córdoba con termografia a intervalli regolari ha misurato l'effetto sulle superfici. Le coperture tessili hanno limitato il surriscaldamento, con risultati differenti secondo l'orientamento e la geometria della via, l'altezza del telo e la permeabilità del tessuto. Nelle rilevazioni divulgate sul caso di calle Gondomar, il pavimento ombreggiato risultava fino a 14 °C più fresco di quello al sole; in calle Jesús y María la differenza sulle facciate arrivava a 6 °C nelle ore più calde. I 14 °C riguardano la superficie del pavimento e non la temperatura dell'aria. L'ombra resta comunque importante per il benessere delle persone, perché il corpo scambia calore anche per irraggiamento con le superfici circostanti. La ricerca, pubblicata su Sustainable Cities and Society, mostra inoltre che i teli funzionano meglio quando sono montati in alto e lasciano circolare l'aria (studio scientifico; ricostruzione del caso).
I teli danno sollievo immediato, costano meno di una trasformazione completa della strada e possono essere rimossi alla fine della stagione. Richiedono però punti di ancoraggio, verifiche strutturali e manutenzione; inoltre non trattengono l'acqua piovana e non offrono i benefici ecologici degli alberi. Nelle strade storiche possono risolvere un problema difficile. Nelle piazze ampie e minerali devono essere accompagnati da altri interventi.
Cartuja Qanat e il raffrescamento degli spazi aperti
A pochi chilometri dal centro di Siviglia, sull'isola della Cartuja, l'ombra è stata integrata con acqua, vegetazione, ventilazione e materiali porosi. Cartuja Qanat occupa un tratto dell'avenida Thomas Alva Edison e comprende un anfiteatro all'aperto, un'agorà ribassata e una "isola temperata". Gli spazi, inaugurati nell'autunno del 2022, sono aperti liberamente e ospitano attività culturali, scientifiche e di quartiere.
Il nome richiama i qanat, le gallerie sotterranee usate per trasportare acqua e contribuire al raffrescamento in climi aridi. Il progetto sivigliano ne riprende il principio senza imitare una struttura antica. L'aria passa attraverso condotti interrati o in prossimità dell'acqua, si raffredda e viene immessa nelle zone di permanenza. Gli ambienti ribassati limitano l'ingresso dell'aria esterna più calda; le pergole controllano il sole; barriere di ceramica e calcestruzzo possono essere mantenute umide; pavimentazioni drenanti e superfici porose gestiscono l'acqua in ricircolo.
Nell'anfiteatro, largo circa 28 metri e capace di accogliere 200 persone, l'aria raffrescata viene distribuita dal fronte del palco e dai gradoni. L'agorà di 750 metri quadrati si trova due metri sotto il livello del viale. La documentazione tecnica indica per questi spazi condizioni di progetto attorno ai 27 °C quando l'aria esterna è a 37 °C, ottenute combinando confinamento, ombra e aria già raffreddata. I valori descrivono le prestazioni previste dal progetto e non garantiscono la stessa riduzione in qualsiasi giornata o punto dello spazio (descrizione tecnica di Cartuja Qanat).

Il raffrescamento è concentrato nelle aree in cui le persone si siedono, assistono a un evento o attraversano una zona di sosta. In questo modo il progetto evita di trattare l'intero viale come un edificio da climatizzare. L'ombra e i materiali riducono la radiazione solare e il calore accumulato dalle superfici; l'immissione di aria più fresca migliora poi il comfort nelle zone di permanenza. Lo stesso criterio può essere applicato anche in progetti più semplici.
Urban Innovative Actions ha sostenuto il progetto con 3.999.107,96 euro del Fondo europeo di sviluppo regionale. Il finanziamento ha coperto le opere, la sperimentazione delle tecnologie, il laboratorio cittadino e la definizione di un modello di gestione condiviso tra Comune, azienda idrica EMASESA, Università di Siviglia, CSIC, parco tecnologico e fondazione Innovarcilla.
Acqua e raffrescamento urbano
In un clima caldo e soggetto a siccità, usare l'acqua per raffrescare richiede cautela. Una fila di nebulizzatori può offrire sollievo in uno spazio affollato, ma consuma acqua, necessita di controlli igienici e perde efficacia se è mal posizionata o attiva quando non serve.
Madrid impiega questa soluzione in aree selezionate. Nel programma comunale per l'estate 2026 erano già attivi i nebulizzatori di plaza de España, La Gavia e plaza del Rastrillo, con nuove installazioni previste nei distretti di Arganzuela, Carabanchel e Villa de Vallecas (misure del Comune di Madrid). A Zaragoza, la pergola di plaza San Miguel è stata progettata con una pioggia leggera azionata a pulsante, così l'acqua viene erogata su richiesta invece di scorrere continuamente. Alla data di verifica l'installazione era ancora in corso (scheda del Comune di Zaragoza).
Siviglia ha sperimentato un approccio più integrato lungo avenida de la Cruz Roja con LIFE Watercool. La riqualificazione ha compreso il rinnovo delle reti idriche, la riduzione dello spazio carrabile, nuovi alberi, sistemi di drenaggio urbano e pavimentazioni permeabili. Sono state create anche tre aree di comfort: una fermata per soste brevi, una piazza per permanenze intermedie e il cortile di una scuola per usi più lunghi. L'acqua della rete alimenta depositi e impianti che generano aria più fresca in punti circoscritti. Il programma LIFE dichiarava come obiettivi una riduzione di 3-5 °C nell'area dimostrativa e la produzione di aria a 28 °C. Sono valori di progetto, distinti dai risultati di una campagna completa di misurazione (scheda europea Climate-ADAPT).
LIFE Watercool aveva un bilancio complessivo di 3.779.677 euro, con 2.078.602 euro di contributo dell'Unione europea, pari al 55%. Per le reti, lo spazio pubblico e l'arredo urbano dell'avenida sono state impiegate anche altre risorse. Il finanziamento della ricerca e dei prototipi, quindi, copre un perimetro diverso dal costo complessivo della riqualificazione.
Alberi, suolo e manutenzione
Le chiome intercettano il sole senza trasformarsi in superfici roventi, rilasciano acqua attraverso l'evapotraspirazione e trattengono una parte delle precipitazioni. Gli alberi impiegano anni per crescere e il loro sviluppo dipende molto dalle condizioni sotto il marciapiede.
Piantare molti alberi in buche piccole, circondate da terreno compattato e senza un'irrigazione affidabile, può dare buoni numeri al momento dell'inaugurazione e poca ombra negli anni successivi. Le radici hanno bisogno di spazio, drenaggio e protezione dai danni. Anche la scelta delle specie e la manutenzione durante l'attecchimento incidono sulla crescita.
Una ricerca dell'Università di Granada ha misurato il comfort termico sotto le chiome di 19 specie tra il 2024 e l'inizio del 2026. Olivi, frassini, platani, nespoli e aranci hanno mostrato, nei siti studiati, riduzioni della temperatura fino a 3,5 °C. Il risultato cambia con l'esposizione, la disponibilità d'acqua, le dimensioni della chioma e la forma urbana, quindi non stabilisce una graduatoria valida per qualsiasi città. La scelta delle specie dovrebbe basarsi sulle prestazioni osservate sul posto, oltre che sull'aspetto (progetto BIOCITREES dell'Università di Granada).
Granada applica questi criteri a una rete di percorsi quotidiani. Il piano presentato nel 2026 prevede 45 isole d'ombra collegate da circa dieci chilometri di "cammini amabili", 157 pergole bioclimatiche, 206 nuovi alberi e 70 fontanelle, oltre all'adattamento dei cortili di 38 scuole. Il programma è ancora nella fase di progettazione e affidamento e la rete non è completata. Il contratto per progetto e lavori è stato messo in gara per 3.993.636 euro, IVA compresa, all'interno del piano Granada Cohesión Conexión 2030 (dati e stato della procedura).
Anche Salamanca ha avviato l'inserimento di vegetazione e luoghi di sosta in alcuni spazi del centro storico. Le opere nelle piazze San Cristóbal, Bretón, San Román e Las Claras e nelle vie vicine sono state aggiudicate nel settembre 2025 ed erano documentate come cantieri in corso nel novembre dello stesso anno. Il progetto comprende 87 alberi, 1.024 arbusti, 19 panchine e quattro fontanelle, distribuiti lungo una sequenza di strade e piazze. L'ultima documentazione reperita descrive ancora i lavori in corso e non certifica la conclusione dell'intero intervento (stato dei lavori e descrizione).
Rifugi climatici aperti quando servono
Quando il caldo raggiunge livelli pericolosi, l'ombra lungo le strade offre una protezione insufficiente alle persone più fragili. Anziani, bambini piccoli, persone con patologie croniche e chi vive in una casa che si surriscalda devono poter raggiungere un ambiente fresco, accessibile e vicino.
Barcellona ha costruito la propria rete usando edifici e spazi che svolgevano già una funzione pubblica: biblioteche, centri civici, musei, mercati, parchi, giardini e cortili scolastici. Nell'estate 2026 il portale comunale indicava più di 500 rifugi climatici. L'anno precedente erano circa 400; nel 2025, secondo il Comune, il 99,1% della popolazione aveva in generale un rifugio a meno di dieci minuti a piedi. Nei fine settimana di agosto la percentuale scendeva al 90,89% a causa degli orari di apertura (nota tecnica del 2025). La vicinanza serve a poco se la struttura è chiusa proprio nei giorni più caldi.
La rete è cresciuta anche grazie alla trasformazione di undici scuole pilota. Gli interventi seguivano tre categorie: "blu" per acqua e giochi d'acqua; "verde" per alberi, giardini, pergole vegetate e pareti verdi; "grigio" per tendaggi, protezioni delle facciate, isolamento e ventilazione. Sensori installati prima e dopo i lavori hanno raccolto dati su temperatura, umidità, ventilazione e qualità dell'aria. I cortili sono così diventati più confortevoli durante le lezioni e possono aprirsi al quartiere in determinati periodi (racconto del progetto).

La fase pilota di Barcellona ha ricevuto 3.997.969,76 euro dal FESR attraverso Urban Innovative Actions, su un investimento indicato dal Comune in circa 5 milioni. I risultati della sperimentazione sono poi confluiti nel programma ordinario di trasformazione dei cortili, esteso oltre gli undici istituti iniziali.
In Estremadura la rete è distribuita in un territorio con molti centri piccoli e numerosi edifici pubblici. Nel 2026 sono stati identificati 51 rifugi climatici, 45 interni e sei esterni. Vi rientrano sedi amministrative, uffici della previdenza, musei e altri edifici nei quali riposare, bere e sostare in condizioni termiche adeguate. Questi spazi offrono una protezione immediata mentre gli interventi all'aperto, più lenti da realizzare, vengono progettati e costruiti (dettagli della rete regionale).
Dal 2026 il Ministero per la Transizione ecologica raccoglie queste strutture in una mappa nazionale dei rifugi climatici. La stessa pagina avverte che la verifica dei requisiti minimi è ancora in corso. La presenza nell'elenco, da sola, non garantisce un servizio adeguato. Un rifugio deve essere gratuito o chiaramente accessibile e avere acqua, sedute, servizi, orari affidabili e condizioni di comfort controllate. La posizione va scelta in base alle persone più esposte, anche quando ciò richiede di cercare spazi diversi dagli edifici comunali più facili da aprire.
Il ruolo dei fondi europei
I finanziamenti dell'Unione europea hanno permesso a diverse città di provare soluzioni ancora poco comuni e misurarne il funzionamento. Quattro progetti mostrano come sono state impiegate queste risorse:
- Cartuja Qanat, Siviglia: Urban Innovative Actions, FESR: 3.999.107,96 euro. Spazi bioclimatici, sperimentazione, partecipazione e modello di gestione. Stato: Inaugurato nel 2022 e aperto al pubblico.
- LIFE Watercool, Siviglia: LIFE: 2.078.602 euro, pari al 55% di un bilancio di 3.779.677 euro. Ricerca, dimostratori di comfort, gestione dell'acqua e monitoraggio. Stato: Progetto concluso nell'agosto 2023; impianti realizzati e premiati nel 2024.
- Climate Shelters, Barcellona: Urban Innovative Actions, FESR: 3.997.969,76 euro. Trasformazione pilota di undici scuole con misure blu, verdi e grigie. Stato: Pilota completato e metodo esteso ad altri cortili.
- Granada Cohesión Conexión 2030: Piano EDIL cofinanziato dal FESR 2021-2027. Percorsi ombreggiati, piazze e cortili scolastici; contratto da 3.993.636 euro IVA compresa. Stato: Progettazione ed esecuzione messe in gara nel 2026.
Nel caso di Granada, il contratto citato fa parte di un piano EDIL più ampio: il suo valore è diverso dalla quota FESR assegnata all'intero piano comunale. Anche per LIFE Watercool, il contributo europeo al progetto sperimentale e l'investimento totale sulla strada appartengono a perimetri contabili diversi.
Accanto ai fondi europei, nel 2026 lo Stato ha avviato una nuova linea nazionale da 10 milioni di euro per i rifugi climatici: 2 milioni per singoli spazi, 3 milioni per reti locali e 5 milioni per l'adattamento dei centri educativi. Il contributo può coprire fino all'80% delle spese ammesse. Sono risorse nazionali destinate a portare nella programmazione ordinaria interventi già sperimentati da alcune città.
Dalla sperimentazione alla gestione ordinaria
La scelta degli interventi parte dai percorsi e dai tempi di permanenza. Alla fermata dell'autobus servono ombra immediata e aria in movimento. Una piazza richiede anche sedute e acqua; lungo il tragitto verso una scuola o un ambulatorio sono utili più punti di riposo. I rifugi interni devono rimanere aperti nelle ore e nei giorni più critici. Le mappe di vulnerabilità, gli itinerari quotidiani e gli orari dei servizi aiutano a decidere dove intervenire.
Anche le misurazioni vanno interpretate con attenzione. La temperatura dell'aria descrive solo una parte del problema. Per valutare il comfort all'aperto si considerano anche la temperatura delle superfici, la radiazione, l'umidità e il vento, oppure indici come la temperatura fisiologica equivalente e l'UTCI. Un pavimento più fresco di quattordici gradi migliora le condizioni della strada, ma non equivale a una riduzione della stessa entità nella temperatura dell'aria.
Ogni intervento porta con sé un lavoro di manutenzione. I teli devono essere montati, smontati e controllati; alberi e aiuole hanno bisogno di suolo adeguato, irrigazione e cure pluriennali. Per i sistemi evaporativi occorre registrare i consumi e verificare la qualità dell'acqua. I rifugi richiedono personale, segnaletica, orari aggiornati e controlli sull'accessibilità. Queste attività dovrebbero essere previste nei capitolati insieme alle opere e accompagnate da indicatori comprensibili: superficie realmente ombreggiata, sopravvivenza degli alberi, consumo idrico, ore di apertura, distanza a piedi per la popolazione vulnerabile e uso effettivo durante le giornate più calde.
In Spagna coperture stagionali, alberi, acqua e rifugi climatici vengono usati insieme, secondo lo spazio disponibile e i tempi necessari per realizzare gli interventi. Le coperture offrono ombra mentre gli alberi crescono; gli edifici aperti al pubblico proteggono le persone quando restare all'aperto diventa rischioso. Per chi attraversa la città, conta soprattutto poter passare da un luogo protetto all'altro senza lunghi tratti esposti al sole.
Fonti principali
- Ministero della Sanità spagnolo, Piano caldo e dati sulla mortalità
- Comune di Siviglia, installazione dei toldos 2026
- Cartuja Qanat, descrizione tecnica degli spazi
- Climate-ADAPT, scheda LIFE Watercool
- Ajuntament de Barcelona, rete e scuole rifugio climatico
- MITECO, Red de Refugios Climáticos
- Urban Innovative Actions, progetti di Siviglia e Barcellona